Here you can find 45 reasons to go to United States. Taken from B.Severgnini
- Lo spazio. Niente claustrofobia, nemmeno negli ascensori.
- La bandiera. Magari la usano per farci il cappottino al cane, ma le vogliono bene.
- La prevedibilità. Se esiste una soluzione semplice, gli americani scelgono quella.
- Gli errori. Sbagliare non vuol dire fallire, in America. Vuol dire averci provato.
- Le facce. Difficile sentirsi diverso, perchè di uguale non c'è (quasi) nessuno.
- La carta di credito. Una soluzione semplice per un mondo complicato (basta averla).
- I gadget. Piccoli grandi oggetti di cui gli americani non riescono a fare a meno (noi nemmeno, dopo un paio d'anni).
- Gli autonoleggi. Dieci minuti e siamo al volante.
- Distributori, bagni pubblici, motel, interruttori: sono dove servono. E funzionano.
- Le strade. Sembra di essere in America (ma perchè parcheggiano nei "driveways" e guidano nei "parkways"?).
- La lingua. Chi scrive "2nite" invece di "tonight" di sicuro ha in mente qualcosa.
- Le celebrità di Hollywood. Sono i reali d'America. Il vantaggio è che ogni tanto li cambiano.
- I parchi-divertimento. Sembra incredibile, ma ci si diverte.
- Gli ottovolanti. Sono più di otto, e quasi si vola davvero.
- Il succo d'arancia. Talvolta sa addirittura d'arancia.
- L'umorismo. Quando lo capiscono, gli americani si divertono. Quando non lo capiscono, ci divertiamo noi.
- La correttezza politica (political correctness). Una buona intenzione diventatata una leggera assurdità. Con questa, vi divertite di sicuro.
- Le autoradio. Non sono computer spaziali come in Italia.
- I poliziotti. Ci sono e si fanno notare. Talvolta sembrano aver visto troppi telefilm, ma glielo si perdona.
- Il nome proprio. Lo dite una volta, e un americano lo ricorda per sempre (mentre voi dimenticate il suo).
- La salsa barbeque (BBQ Sauce). Un profumo inebriante per un'esperienza importante.
- I sobborghi (the suburbs). I tropici dell'antropologo dilettante che si nasconde in ogni europeo.
- Le mance. Provate a non lasciarle, e la vostra diventerà una vacanza-avventura (oh yes).
- Le bistecche. Capirete perché piacciono tanto a Tex Willer.
- I ristoranti vietnamiti. Bella conseguenza di una brutta guerra.
- I "Chocolate Chips Cookies" (biscotti con pezzetti di cioccolato). Niente da aggiungere: assaggiateli.
- I SUV (Sport Utility Vehicles). Potrebbero arrivare in Patagonia per montagne e deserti, e invece sono parcheggiati tutti davanti alle "malls".
- Gap, Banana Republic, Ann Taylor: fate gli ultimi acquisti, prima che diventino italiani (leggi: belli, ma cari e sofisticati).
- Brooks Brothers. Quaranta dollari per un'ottima camicia: sembra onesto.
- Il cotone. E' un'altra cosa.
- I saldi e gli sconti: le vere armi non convenzionali dell'America, contro cui non c'è difesa.
- Elvis, the King. Venticinque anni dopo, resta un bel tipo.
- Bruce Springsteen: il più influente pensatore americano esiste davvero.
- I cimiteri: riposanti, e non solo per i residenti.
- I "pankakes". L'anima dolce del continente.
- E-commerce: c'è perfino qualcosa da comprare (esempio: interessa "Ciao, America!"? Lo trovate su Amazon.com.Trenta per cento di sconto).
- I dollari. Gli americani non si vergognano a parlarne (ho imparato anch'io. Vedi sopra).
- Le scritte al neon, i calmanti dell'ansietà nazionale.
- I secchi della spazzatura. Grandi, efficienti. E li portano via.
- Il basket in TV. Meglio se con pizza Domino e birretta gelata.
- Birre. Sam Adams e Sierra Nevada, e andate sul sicuro.
- Il ghiaccio. Utile per rinfrescare la fronte, fermare il sangue dal naso, curare piccole botte. Basta non metterlo (in quantità industriale) nella Coca-Cola.
- Il "Drive Thru". Quando devono ordinare il pasto davanti a un citofono, gli italiani si fanno prendere da panico. Spassosissimo.
- Il cappuccino. Ormai vale il nostro (basta non berlo dopo i pasti, come fanno loro).
- Linguini Primavera e Fettuccini Alfredo. Spiegate che in Italia non esistono, e li hanno inventati gli americani. Diventerete l'uomo/la donna più popolare della comitiva.